programmazione 23

  Se guardi bene le piccole cose trovi le grandi, le meravigliose!

“ La capacità di stupirsi è ciò che spinge il bambino alla scoperta del mondo. È la sua motivazione interna, la sua prima sollecitazione naturale. Dobbiamo solo accompagnarlo, procurandogli un ambiente circostante favorevole alla scoperta.” ( L’ Ecuyer)

La nostra direttrice Tamara spiega il perchè della proposta di un tema scientifico ai nostri bambini

“l metodo scientifico vive di due grandi strumenti: l’osservazione e l’esperienza e questi sono la base del nostro metodo educativo, quindi possiamo dire che che il bambino osserva, conosce e attraverso questo, diventa grande”.

“Abbiamo incontrato la scienziata Paola Platania che ci ha introdotto al metodo scientifico ponendo il bambino come protagonista nella conoscenza della realtà: ‘Il bambino non ha nessun problema a stare davanti alla grandezza delle cose, la coscienza del suo essere piccolo, se adeguatamente sostenuta è un incredibile risorsa per l’esplorazione del mondo’”.

Tra osservazione, termini scientifici, conti, forme, si continua a crescere accanto alle maestre che guidano lo sguardo dei bambini per accompagnarli a riconoscere i particolari che la realtà dona per poter dire con certezza ‘guarda che bellezza'”!

 

Partiamo così da una storia che racconta dei 4 elementi:

Germoglio ( Terra)

Aletta ( Aria)

Ondina ( Acqua)

Fiammifero ( Fuoco)”.

 

C’era una volta, in una grande città, un gruppo di amici per la pelle. Erano 4 bambini, Germoglio, Aletta, Ondina, Fiammifero, così diversi che quasi non si capisce come facessero a stare insieme.

Germoglio camminava guardando all’ingiù, non perchè fosse timido, ma perché era un grande appassionato di formiche e vermicelli. Amava scovarli nelle loro gallerie e intanto, visto che aveva il cuore buono, raccoglieva qualche fiore per la mamma.

Aletta era proprio una bambina particolare. Era così leggera che pareva che i suoi piedi non toccassero terra e così distratta che sembrava che la sua testa fosse tra le nuvole! A volte la trovavi con il naso all’insù e i capelli al vento a osservare gli uccelli: era capace di riconoscerli dal loro canto e fischiando li attirava sulle sue mani.

In quanto a Ondina…. bè, più che un’ondina era una vera e propria mareggiata! Una bambina vivace, travolgente, a volte anche un po’ troppo… il bello è che portava con sé sempre qualche tesoro, come il mare quando si ritira dalla spiaggia e lascia conchiglie e sassolini colorati e magari anche qualche granchio.

I capelli rossi di Fiammifero erano proprio divertenti, la sua faccia piena di lentiggini davvero simpatica. Stava sempre al sole, come una lucertola e conosceva un sacco di trucchi e di giochi di magia. Il suo gioco preferito era quello di bruciare la carta facendo passare un raggio di sole attraverso una lente. Era stato il nonno ad insegnarglielo…ma la mamma non doveva saperlo!

Insieme stavano proprio bene… finché tutto andava bene! Ma qualche volta litigavano perché ognuno pensava di essere il più bravo e il più intelligente, ognuno voleva fare il suo gioco senza mettersi d’accordo con gli altri. “Sono molto meglio gli insetti degli uccelli, con quel canto fastidioso” “Stai zitto tu che sei sempre sporco di terra, sembri un maiale” “Uffa, che noia le tue conchiglie, sempre la stessa roba” “Se non la smetti vado a dire alla tua mamma che fai il fuoco con il sole!”. In quei momenti diventava tutto brutto, ognuno si sedeva da solo in un angolo del grande giardino a pensare solo al suo gioco preferito. Ma dopo un po’ succedeva sempre che uno dei 4 (a volte Fiammifero, oppure Ondina, Aletta, a volte Germoglio) sentiva il cuore battere un po’ più forte. Allora sollevava la testa e si accorgeva degli alberi, del calore del Sole sulla pelle, del rumore del ruscello o del vento fresco. E infine si accorgeva degli amici, lontani qualche passo: bastava così poco per toccarli su una spalla, un sorriso, la mano “Pace carote e patate” e il gioco ricominciava molto più bello di prima! Era il “gioco della natura”, così lo chiamavano loro; si trattava di scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo: un giorno guardavano per terra, un giorno osservavano l’acqua del ruscello, il terzo giorno con il naso all’insù verso l’aria del cielo, e il quarto giorno assaporavano il calore del Sole.

A guardarli c’era proprio da rimanere a bocca aperta, sembrava che stessero facendo davvero il gioco più bello del mondo. Una volta io li ho visti e ho pensato: vorrei giocare anch’io! Ma da sola non posso, volete giocare con me?

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Sarà interessante scoprire come ciascuno nella sua singolarità sia fondamentale per l’altro e come la conoscenza scientifica di questi elementi faccia emergere qualcosa di vero, di bello e soprattutto di buono per me

Diventeremo tutti scienziati, impareremo ad osservare da vicino le trasformazioni e le capacità di questi elementi, quindi… buon viaggio nella scienza!

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